Tuttoscuola: Il Cantiere della didattica

Giornata calzini spaiati: un’attività per educare alla diversità

Di Carla Sacchi

Avendo vissuto tutta la mia esperienza lavorativa nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, mi sono sempre chiesta come si affrontano le problematiche importanti e i temi delicati con i bambini tra i 3 e i 5 anni. Lavorando in un Istituto Comprensivo, vengo a conoscenza delle attività svolte dai colleghi dell’infanzia e le ascolto o osservo con lo stupore di quando si assiste a delle piccole magie. Da un’idea nata in una scuola friulana, la primaria di Terzo, è giunta alla settima edizione La giornata dei calzini spaiati, celebrata, quest’anno, lo scorso 7 febbraio, con l’intento di sensibilizzare alla tematica della diversità.

In punta di piedi, con calzini rigorosamente spaiati, entriamo presso la sede della Scuola dell’Infanzia San Giuseppe di Castel Goffredo. Questo non è un luogo dove si dialoga sui massimi sistemi, non ci sono adulti che fanno la voce grossa per imporre il loro pensiero e non esiste la demagogia: qui c’è vita in erba, ancora più importante, si formano gli uomini e le donne di domani.

È una normalissima giornata di attività, ma le docenti delle sezioni A, D, F e G sono arrivate a scuola con i calzini spaiati. Durante il consueto rito del cerchio i bambini notano questo particolare, le prime spontanee e comprensibili reazioni sono le risate e gli scherzi in merito. Successivamente, pongono domande per capire cosa stia succedendo e affermano che i propri calzini sono appaiati. Le docenti, allora, leggono una storia:

“C’era una volta un vento allegro che amava scombussolare le cose. In particolare gli piacevano moltissimo gli stendini sui balconi. In verità aveva una passione sfrenata per gli stendini con appesi i calzini colorati. Calzini rossi, gialli, verdi, a pois, a rombi, con gli orsetti con le rane, con le stelle, con un buco… Quando vedeva tutti quei calzini impazziva dalla gioia e con un turbinìo li faceva svolazzare di qua e di là. Gli piaceva spaiare i calzini e avvicinare poi le righe alle stelle, le rane ai maialini, i pois alle spirali creando una sorta di allegro arcobaleno. Quando ciò succedeva i calzini inizialmente guardavano i nuovi compagni con un po’ di timore, con diffidenza…quando mai un pois poteva fare amicizia con una stella, o quando una striscia poteva legare con un gregge di pecorelle? I primi sguardi erano sempre di sospetto, ma presto anche i calzini si accorgevano di quanta allegria creava la loro differenza e di quanto fosse bello avere come amico qualcuno di così diverso da se stessi.  Il vento li osservava da lontano e, senza che nessuno potesse vederlo, sorrideva”.

Al termine della lettura della storia, i bambini esprimono il desiderio di spaiare i propri calzini. È chiaro ora, per loro, che il colore o il disegno sul calzino non ne cambiano la sostanza e hanno compreso che serve adottare uno sguardo attento per apprezzare la diversità.

Sarebbe riduttivo intendere il concetto di ‘diversità ‘ come legato esclusivamente all’elevato numero di bambini stranieri presenti in questa scuola (36% circa). La diversità è in tutti noi, per caratteristiche e talenti, che ci distinguono e ci rendono irripetibili. Sensibilizzare i bambini a questa tematica, aiuterà  ad educarli alla convivenza nonostante le diversità che, anzi, arricchiscono e vanno valorizzate.

I bambini hanno capito perfettamente il senso di questa giornata ed è chiaro quando Marta, 5 anni, esclama: ”Anche se un calzino ha le stelle o i pois o le righe, tutti possono essere amici!”. E il nostro augurio per loro è che vivano una vita felice e in amicizia tra calzini spaiati.

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